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Il Teatro del silenzio, nei pressi di Lajatico (Pisa)

Gli interminabili silenzi della sinistra | di Mike J. Pilla

Quando parliamo di Sinistra non parliamo di un’entità astratta, almeno non dovremmo. Ci riferiamo a quell’ideologia politica, che attraverso forme di pensiero e connotazioni anche diverse, si caratterizza per la costanza di alcuni punti fermi, primo tra tutti quello di essere dalla parte dei più deboli.

E’ lecito, quindi, domandarsi il motivo per cui  non troviamo la cosiddetta Sinistra a fianco degli “ultimi” bensì sempre più vicino ai datori di lavoro, agli imprenditori, insomma a tutti coloro che mirano al “profitto”. Dopo alcuni giorni di silenzio in cui si sono sprecati gli attacchi nei confronti del Presidente del Consiglio che aveva dichiaratamente manifestato la sua contrarietà all’utilizzo dei fondi stanziati dal MES, senza alcuna dichiarazione a sostegno da parte del PD in quanto alleato di governo, è cominciata quella fase di lavorio ai fianchi da parte di informazione e di esponenti del Partito di sinistra fino a calare la maschera arrivando a dichiarare la loro disponibilità ad utilizzare i fondi, relegando in uno splendido isolamento il Capo del Governo.

Anche di fronte ad una emergenza sanitaria globale, ad una tragedia mondiale fino a poco tempo fa inimmaginabile, la sinistra non sa scegliere il campo giusto in cui giocare la propria partita.

Ci sono almeno otto Paesi che insieme al nostro stanno chiedendo un aiuto concreto in termini finanziari. Ma da nessuna parte riusciamo a cogliere una voce discordante dal coro, una voce di sinistra che plauda alla richiesta degli EUROBOND e che gli offra il suo appoggio, così come dovrebbe accadere.

In tale proscenio la Sinistra – anziché muovere le fila come dovrebbe – tace, è silente ed il suo silenzio è colpevole. E’ gravemente colpevole di voler far passare la linea dettata dall’Europa. Chiediamoci perché quell’uno per cento che detiene la ricchezza globale riesca a sovrastare l’altro 99 per cento!

La maggior parte degli Italiani si aspetta qualcosa  di diverso da parte dell’Europa. Evidentemente questo la Sinistra non lo ha capito o finge di non capirlo, con la conseguenza di offrire una golosa sponda agli immancabili rigurgiti di populismo.

E se da una parte c’è una Sinistra inerte, dall’altra c’è un’Informazione che non informa o, meglio, informa in modo distorto, manipolando le notizie a proprio uso e consumo. Si tratta di larga parte dell’Informazione, tenuta in ostaggio dai grandi gruppi che comandano il Paese e che decidono come e quali notizie devono essere propinate all’opinione pubblica. 

Così, senza rendersene conto, la gente subisce il lavaggio del cervello. E ciò sta avvenendo anche in questa fase. 

Nella delicata partita che si sta giocando con l’Europa la moltitudine ha finito per convincersi che l’Italia avesse già dato il suo benestare alla tagliola del MES, tanto da costringere il Premier a smentire pubblicamente la notizia in conferenza stampa e a fare quelle precisazioni che tanto hanno dato fastidio.

E tornando all’INVISIBILE Sinistra non intravediamo neanche un misero brandello a sostenere a gran voce la richiesta di ricorrere all’alternativa dei cosiddetti  Coronavirus Bond (di fatto Eurobond), osteggiati dai Paesi nordici – Germania  e Olanda – che ravvisano in questo tipo di obbligazioni solidali uno squilibrio tra le garanzie di Paesi come Italia, Francia, Spagna e Grecia e quelle di Paesi economicamente più virtuosi, su cui potrebbe pesare il rischio di insolvenza dei debiti da parte dei Paese meridionali d’Europa.

Anzi, a dire il vero, non mancano da parte del Partito Democratico delle strizzatine d’occhio rispetto al ricorso ad un’ipotesi di MES secondo le metodologie rappresentate in seno all’Eurogruppo, che dovrebbero di fatto sostanziarsi nelle specifiche finalità dell’utilizzo delle risorse di cui i singoli Stati potrebbero beneficiare, correlate esclusivamente all’emergenza Coronavirus, e in un affievolimento delle condizioni di utilizzo. Ipotesi, quest’ultima, alquanto aleatoria considerato che si porrebbe in antitesi con le regole fissate dal Trattato per il funzionamento dell’U.E, al quale quindi dovrebbero essere apportate delle correzioni…. Una cosa che non appare molto semplice. 

Appare, invece, largamente più probabile che nelle pieghe delle “istruzioni per l’uso” si nasconda qualche insidia. D’altra parte la disponibilità in direzione MES di Germania e Olanda dovranno pure avere un significato.

Purtroppo ci troviamo a fare i conti con un concetto di Europa che oggi è molto lontano da quell’idea di reciproco aiuto e di mutua solidarietà che aveva animato i suoi Padri fondatori.

Fondamentalmente, l’Unione Europea è una unione economica e monetaria, in cui i Paesi meno forti – tra cui il nostro  – sono stritolati dai lacci e lacciuoli imposti dalla Troika, Germania in primis. Già, proprio quella Germania che  – nonostante i mostri generati dallo stesso Paese e le enormi responsabilità in entrambe le guerre mondiali – fu oggetto di grande attenzione da parte degli altri Stati europei nel dopoguerra. Il suo enorme debito bellico fu in parte annullato ed in parte posticipato di 30 anni, l’Italia come anche la Grecia e molti altri Paesi dell’Europa rinunciarono alla loro parte sia in prima sia in seconda battuta.

Di certo è che l’Unione Europea deve essere assolutamente ripensata altrimenti la sua esistenza non ha più senso. Non ha più senso per Paesi come l’Italia, la Spagna, la Grecia ed ora anche la Francia, stretti in vincoli che ne inibiscono ogni capacità di sviluppo. 

Sicuramente la crisi della Sinistra – che non è soltanto italiana ma di tutta l’Europa – costituisce una concausa nella degenerazione dell’ideale europeo. Solidarietà, aiuto, protezione dei più deboli, tutela del lavoro, sono argomenti di Sinistra, non serve alcun politologo che ce lo venga a spiegare. Di certo c’è che tali bisogni non sono più intercettati da alcuna classe politica, neanche da quelle di pseudo sinistra. 

Quello che riguarda l’Europa ed i suoi attuali connotati è un problema serio che, come tale, urge di essere affrontato. In un sistema equilibrato e di mutua assistenza non possono coesistere entità che pretendono di imporre la linea politico-economica attraverso la leva del ricatto e l’uso del “bastone” e realtà sulle quali – in modo esattamente antitetico – viene esercitata soltanto la pretesa di subire.

La parabola “Domini et Servi” non può durare ancora a lungo.

Se di fronte a questo scenario non ci si preoccuperà di prevedere un maxi fondo di investimento  – da utilizzare in tutta l’Europa allo scopo di rilanciarne l’azione futura per rimuovere le macerie lasciate da questo maledetto virus  – sarà solo una miopia assoluta, destinata a segnare in modo permanente il crollo del sogno europeo.

E ancora nei prossimi giorni l’INVISIBILE SINISTRA dovrà affrontare le problematiche che deriveranno dall’avvio della cosiddetta fase 2, nel corso della quale andrà in primis salvaguardato il diritto alla salute dei lavoratori e gradualmente preparata la ripresa delle attività produttive. In tale contesto occorrerà seguire con forza le indicazioni dei Comitati scientifici, nonostante lo scalpitio di una classe industriale che spingerà affinché  tutto ciò invece avvenga senza il rispetto di alcuna regola.

E anche in tale occasione siamo preparati ad assistere a quegli ennesimi silenzi, preoccupati e convinti che  essi non potranno che giocare a favore di quelle forze che si preoccupano di continuare a dividere un Paese ormai sull’orlo del baratro.

Mike J. Pilla
Giornalista e scrittore

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