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| di Massimo Zanetti

La Costituzione della Repubblica è sempre giovane
| di Massimo Zanetti

Come noto la Costituzione italiana venne promulgata il 27/12/1947 con la firma di Enrico De Nicola, Umberto Terracini, Presidente Assemblea costituente, Alcide De Gasperi Presidente del Consiglio dei Ministri.

Entrò in vigore il 1/1/1948.

Sono passati 70 anni ma resta a mio avviso sempre giovane.

Il tempo trascorso penso sia sufficiente per stendere un primo bilancio della vitalità conservata della Carta Costituzionale, chiederci se i suoi principi ed i suoi valori sono ancora indispensabili per il nostro futuro, se la sua architettura delle istituzioni è tutt’ora valida, oppure se, come da molti richiesto, abbisogna di un profondo restailing.

È tempo di chiedersi se il patrimonio di beni pubblici che i padri costituenti hanno lasciato in eredità è stato ben speso o sperperato e se questo patrimonio debba essere conservato e come chiede questa Associazione ripartire da quei valori per una nuova politica che coniughi futuro e diritti.

La Costituzione non è, sia chiaro, mera espressione di tecnica del diritto, al contrario è quella frontiera aspra e rocciosa, battuta da venti furiosi, dove il diritto incontra la storia, dove la tecnica giuridica si innesta con le istanze metagiuridiche della filosofia e dell’etica.

In questa Costituzione c’è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre gioie per questo merita rispetto e il suo impianto oggi come ieri è indispensabile.

Oggi come allora ritorna necessario far crescere l’eguaglianza invece che la diseguaglianza come purtroppo oggi accade, quando, pur aumentando il reddito, aumenta vertiginosamente la povertà.

Abbiamo bisogno che il lavoro e la dignità di ogni persona sia posta a fondamento dell’ordinamento, non la precarietà del lavoro e della vita; abbiamo bisogno che sia salvaguardata la salubrità dell’ambiente non solo lo sfruttamento sconsiderato delle risorse naturali; abbiamo bisogno di una scuola pubblica che formi il cittadino non di una agenzia asservita al mercato; abbiamo bisogno di istituzioni rappresentative dove possano entrare le domande, i bisogni e le aspirazioni dei cittadini, non di parlamentari che rappresentano i lori capi.

La missione della politica nel progetto costituzionale e’ l’organizzazione  della speranza, quando invece come oggi organizza la paura, anziché la speranza, dobbiamo chiederci se è sbagliata la Costituzione o la politica.

Io credo sia sbagliata questa politica.

Per questo con felice intuizione nasce questa associazione che ponendosi questi ed altri problemi, prova a mettere in agenda quei principi e valori richiamati dalla carta costituzionale, sollecitando le nostre coscienze ad uscire dal lungo letargo della ragione, per riprendere con gli attori sociali quel modello di società quanto mai necessario ed in in grado di riprendere il dialogo con il popolo così ferito da politiche disgregatrici.

Si cerca in uno sforzo importante di richiamare l’evidente fallimento di una economia che tutto misura in ordine al Mercato e al profitto, dimenticando il valore del lavoro umano, quando non soppresso perché semplice costo da ridurre.

Apparirà forse pura illusione ritornare al lavoro così con forza richiamato nella nostra carta eppure come sosteneva Kant “ L’uomo si vede costretto a procurarsi e produrre tutto. Il trovare i suoi mezzi di sussistenza, il luogo di rifugio e ciò che gli procura sicurezza e difesa” ( guarda caso temi tutti odierni) e persino dico io tutte le cose piacevoli e persino l’intelletto e la prudenza e la volontà stessa.

Per questo nello spirito di volontà come pura espressione di ottimismo io saluto con piacere e gioia questa sfida perché proprio nel momento più difficile scommettere sull’uomo oltreché’ doveroso è necessario per ridare speranza ad un futuro che sembra occupato da brutti presagi.

Mettersi in cammino e trovare strada facendo tante altre donne e uomini pronte a percorrere una strada in salita non è facile, ma sicuramente necessario e comunque proprio non è possibile per la posta in gioco voltarsi dall’altra parte, per questo l’augurio di cuore che svolgo a questa Associazione è di percorrere molta strada, pur nelle difficoltà, per mettere al centro del dibattito odierno la Politica con la p maiuscola, intesa come servizio alla persona, e tutti quei temi che restano è sempre resteranno l’ossatura portante della nostra Carta Costituzionale.

Buon cammino, prima o poi bisogna ri-partire e io come altri sono già in cammino.

Massimo Zanetti

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