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Soprusi psicologici nel posto di lavoro | di Angelo Garofalo

Una nuova azione politica per una cultura del rispetto nel mondo del lavoro

Nel grande Mondo del Pubblico Impiego che a volte si ritrova a fare i conti con situazioni pesanti, c’è un aspetto che viene sempre di più considerato e sempre di più fa male: quello del Mobbing, cioè la persecuzione esercitata sul posto di lavoro da colleghi o superiori nei confronti di un individuo, consistente in piccoli o meno piccoli atti quotidiani di emarginazione sociale, violenza psicologica o sabotaggio professionale

I dati sono in costante crescita, crescono i numeri di persone che segnalano soprusi.

Probabilmente c’è più consapevolezza nel fenomeno e nei propri diritti, c’è sicuramente meno paura a segnalare o denunciare i casi di Mobbing e chiedere aiuto.

Anche se, e penso al Pubblico Impiego, ci sono situazioni dure a morire. Anzi con la crisi il Mobbing è cresciuto, o per lo meno sono cresciuti i casi che anche a noi vengono segnalati.

Perché con meno risorse, meno possibilità di carriera, il mobbing diventa, in alcuni casi, un’arma per fermare l’ascesa di chi potrebbe prendere posti migliori.

Insomma diventano sempre più frequentamene bersaglio e vittime di Mobbing anche i cosiddetti “impiegati modello”. Infatti non basta essere ligi al dovere, bravi e puntuali sui posti di lavoro per allontanare da sé certi rischi. Anzi può succedere esattamente il contrario, meno risorse, meno spazi professionali ecco che i più bravi possono diventare un pericolo sia per chi mira a quei spazi sia per chi pensava di riservare quei spazi sulla base di rapporti personali.

Purtroppo crescono pure i casi di Prè mobbing cioè la difficoltà di rapporti tra colleghi e con i superiori, e a oggi non esistono strumenti per intercettarlo e impedirne la degenerazione.

I numeri e i costi del Mobbing, purtroppo non sono trascurabili, in Europa risultano 12 milioni di vittime del Mobbing mentre in Italia risultano un milione e mezzo di vittime. È stato pure calcolato che, in una azienda di mille dipendenti, il costo della violenza psicologica si aggirerebbe su circa 200.000,00 euro.

Considerata che questo triste fenomeno sia per i costi sociali sia perché assume anche nei rapporti di lavoro una importanza rilevante e non solo per la qualità e quantità della produzione bensì proprio per il rispetto della persona, della lavoratrice, che risulta la più colpite da questo fenomeno sia e del lavoratore per questo riteniamo importante che la materia del Mobbing venga disciplinata da una legge dello stato (oggi inesistente)

Una legge che sancisca i principi fondamentali. Di intervento nonché le forme di tutela del lavoratore e le responsabilità anche penali degli autori dei comportamenti illeciti.

Per questo chiediamo che tutti i Disegni di Legge, attualmente giacenti in Parlamento, confluiscano in un unico testo unitario ed omogeneo idoneo a comprendere le varie fattispecie di violenza psicologica nei luoghi di lavoro costituendo così la coltura del rispetto come punto fermo del rapporto nel mondo del lavoro.

Angelo Garofalo

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